Infiammazione cronica

Quale è la causa e quali i fattori che la limitano


Il processo infiammatorio.


Infiammazione cronica

Quale è la causa e quali i fattori che la limitano


Dott. Dimitris Tsoukalas


 L'infiammazione cronica è coinvolta in un gran numero di disturbi metabolici, quali l'obesità, la sindrome metabolica, il diabete e le dislipidemie, che sono associati a condizioni patologiche come la malattia cardiovascolare, il cancro, le malattie autoimmuni e le malattie degenerative del sistema nervoso (Alzheimer).

In uno studio, pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health (IJERPH) e al quale partecipa il team scientifico di Metabolomic Medicine®, viene analizzato il ruolo dell'infiammazione cronica nello sviluppo di malattie metaboliche croniche, in relazione agli effetti dello stile di vita e della dieta.


Cos'è l'infiammazione?

L'infiammazione è l'insieme dei processi che l'organismo mette in atto nel tentativo di riparare una lesione. Sebbene l'infiammazione sia solitamente considerata una situazione problematica dal paziente, in realtà è il processo di risoluzione di una lesione precedente. Quando l'infiammazione si risolve spontaneamente, la lesione viene riparata e la parte del corpo infortunata o danneggiata riacquista la sua funzione fisiologica.






L'infiammazione è l'insieme dei processi che l'organismo mette in atto nel tentativo di riparare una lesione.
  



Esempi di stati infiammatori conseguenti a una lesione sono le ustioni cutanee dopo ai raggi ultravioletti del sole (scottatura solare), infortunio alla gamba durante l'esercizio fisico, infiammazione dello stomaco dopo abuso di alcol o droghe, ecc.

Tuttavia, ci sono casi in cui il processo infiammatorio non si risolve e l'infiammazione si cronicizza. In questi casi, l'infiammazione diventa parte del problema e invece di portare alla guarigione aggrava il danno.  
 
In uno stato infiammatorio cronico, l'organismo aumenta l'afflusso di globuli bianchi nell'area. I globuli bianchi, nel tentativo di risolvere l'infiammazione, attivano il rilascio di sostanze infiammatorie nel sito. Questo crea un'area altamente infiammata che porta a danni maggiori.

L'infiammazione cronica esacerba i disturbi metabolici preesistenti e ne provoca di nuovi, come l'insulino-resistenza, le dislipidemie e il diabete, che alimentano ulteriormente l'infiammazione e causano ulteriori complicazioni per la salute.

In questo modo emerge un circolo vizioso che perpetua l'infiammazione. Per risolvere lo stato infiammatorio, è necessario intervenire sui meccanismi di controllo dell'infiammazione e risolvere i disturbi metabolici.  



Immagine 1. Nei casi in cui il corpo perde la capacità di risolvere il processo infiammatorio, questo si cronicizza e rappresenta una delle principali cause dello sviluppo di malattie croniche.


 Malattie autoimmuni

 I disturbi metabolici rappresentano un fattore essenziale nello sviluppo delle malattie autoimmuni.

Le malattie autoimmuni sono malattie infiammatorie croniche in cui il sistema immunitario perde la capacità di riconoscere le proprie cellule e attacca i suoi organi e tessuti.

Nuovi dati mostrano che i disordini metabolici precedono l'insorgenza di una malattia autoimmunitaria di diversi mesi o anni.

Sappiamo che una dieta squilibrata rappresenta una causa scatenante in molte malattie infiammatorie croniche. L'alimentazione scorretta è la causaprincipale dimortesu scla globale (ha superato il fumo nella relativa classifica). Ogni anno si potrebbero prevenire fino a 11 milioni di morti migliorando l'alimentazione.

Il consumo di maggiori quantità di calorie a basso valore nutritivo, comporta l'iperattività dei meccanismi cellulari che sono regolati dalla presenza di cibo.

Tra i meccanismi che interessati ci sono quelli dell'infiammazione. L'iperattiva derivante dall'aumento dell'apporto calorico, che non forniscono i nutrienti di cui l'organismo ha bisogno per regolare le sue funzioni, provoca un aumento del rilascio di sostanze che favoriscono l'infiammazione.

Questa deviazione metabolica cronica dal normale stato di funzionamento, alla fine, compromette la capacità del sistema immunitario di riconoscere le strutture dell'organismo comportando uno stato di autoimmunità.


Carico tossico

 Gli esseri umani sono esposti a un gran numero di sostanze chimiche tramite il cibo, l'acqua, i cosmetici, l'aria e così via. Sebbene i livelli di esposizione siano bassi, il loro graduale accumulo durante la vita e la loro azione combinata, influiscono in modo significativo sul normale funzionamento dell'organismo.

Una nuova ricerca ha esaminato il ruolo dell'esposizione a lungo termine a più sostanze chimiche, a basse dosi, quali i pesticidi, i conservanti alimentari o le sostanze chimiche usate per il rivestimento degli alimenti e ha scoperto che anche disturbi minori nell'equilibrio biochimico dell'organismo sono correlati alla manifestazione di malattia.

Recentemente, l'esposizione a lungo termine a sostanze chimiche come quelle di cui sopra ha dimostrato di essere associata a una maggiore suscettibilità alle infezioni microbiche e virali.


Carenze di vitamine e sostanze nutritive

 Le carenze di vitamine e micronutrienti sono diffuse sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo (Fame Nascosta). La causa principale delle carenze di micronutrienti è il basso apporto dalla dieta[1,2].

Carenze di vitamine come la vitamina A, le vitamine B6, B12, C, D, E, l'acido folico, di minerali come lo zinco, il ferro, il selenio, il magnesio, il rame e gli acidi grassi omega-3, svolgono un importante ruolo combinato nella salute e nel funzionamento del sistema immunitario[2].

Un apporto insufficiente di questi nutrienti è largamente diffuso e porta a una ridotta resistenza del sistema immunitario alle infezioni, nonché ad un aumento del rischio di ammalarsi.

La correzione delle carenze, con la somministrazione di integratori che contengono i suddetti nutrienti, risulta sicura ed efficace per il potenziamento di un funzionamento valido dell'organismo e del sistema immunitario.

A livello molecolare, le carenze e il loro effetto sul metabolismo vengono valutati mediante analisi metabolomiche. Queste misurano la concentrazione di piccole molecole (metaboliti) che partecipano alle reazioni chimiche del corpo. La misurazione dei metaboliti identifica variazioni anche minime nel metabolismo, che possono essere associate a una malattia cronica.


Migliorare la capacità di fare esercizio

 È significativo che il miglioramento complessivo dello stato metabolico dell'organismo aumenti anche l'efficienza dell'esercizio, fattore aggiuntivo per il mantenimento di una buona salute.

Si osservano spesso, persone con bassi livelli di energia, iniziare ad allenarsi spontaneamente dopo un miglioramento graduale della funzionalità dell'organismo.




Immagine 2. Interventi sullo stile di vita e sulla dieta favoriscono la regressione degli stati infiammatori cronici e migliorano il profilo metabolico e la salute.


L'aumento dell'attività fisica migliora inoltre l'equilibrio metabolico e ha un effetto positivo su più vie metaboliche, che regolano i meccanismi dell'infiammazione.


L'effetto antinfiammatorio del digiuno

 La mancanza di cibo fa parte dello stile di vita delle persone da milioni di anni. Fino a pochi decenni fa il cibo era difficile da reperire e le persone sopravvivevano in ambienti in cui il cibo era disponibile periodicamente, mentre in altri scarseggiava proprio.

L'alternanza di abbondanza e mancanza di cibo, ha portato all'adattamento del corpo umano affinché funzioni meglio in condizioni di digiuno periodico.

In condizioni di digiuno, il corpo opera in uno stato di emergenza e incrementa la sua efficienza in modo che possa sopravvivere. Il digiuno attiva i meccanismi di guarigione e ottimizza l'efficienza energetica del corpo. L'organismo, nel tentativo di incrementare la sua efficienza, assorbe e ricicla gli elementi malfunzionanti che si trovano all'interno delle cellule (autofagia), aumentando la velocità di riparazione del DNA.

Durante il periodo di digiuno, aumenta anche il tasso di distruzione cellulare che presentano disfunzioni significative (apoptosi).

Tutte le azioni di cui sopra portano alla sostituzione e riparazione cellulare e alla fine migliorano il funzionamento generale dell'organismo. Pertanto il digiuno, se alternato a periodi di adeguato apporto di alimenti ed elementi nutritivi, porta ad un significativo miglioramento del profilo metabolico e della salute.

I tipi di digiuno possono essere suddivisi in 3 categorie principali:



  • Digiuno periodico, dura dalle 24 ore in su.
      
  • Digiuno intermittente, di solito dura 16-20 ore e può essere osservato quotidianamente, ogni 2o giorno o due volte a settimana.
      
  • Dieta mima digiuno (Fast Mimicking Diet), una dieta che dura da 1-5 giorni ed è caratterizzata da un basso consumo calorico (800-1100 kcal al giorno). Tramite la selezione di alimenti specifici si ottengono effetti metabolici simili a quelli di un digiuno assoluto.

Ogni tipo di digiuno trova un'applicazione diversa, a seconda del profilo metabolico e della malattia di ogni individuo.

Tantissimi dati dimostrano i benefici del digiuno per la salute e per varie condizioni patologiche. Sappiamo che migliora i meccanismi antiossidanti del corpo e riduce i livelli di citochine pro-infiammatorie (molecole che mobilitano i globuli bianchi e alimentano l'infiammazione).

Uno degli effetti più importanti del digiuno è quello legato al metabolismo dell'insulina. Riduce la resistenza all'insulina, migliora la sindrome metabolica e il metabolismo degli zuccheri, riducendo il grasso corporeo totale, abbassa la pressione sanguigna e riduce significativamente l'insorgenza di stati infiammatori.


La misurazione della concentrazione di piccole molecole delinea disturbi dell'equilibrio metabolico

 La misurazione della concentrazione di piccole molecole delinea lo stato metabolico di un individuo. Le molecole misurate sono chiamate metaboliti e il metodo Analisi Metabolomica.

Secondo lo studio, l'analisi metabolomica rileva i disturbi metabolici e aiuta a prevenire e rilevare le malattie croniche.

Le analisi metabolomiche trovano ampia applicazione nella pratica clinica medica, registrando la funzione del metabolismo, lo stato del microbioma, il metabolismo dei farmaci, le carenze dell'organismo, l'apporto alimentare, l'effetto dello stile di vita sull'equilibrio metabolico e il rischio di sviluppare malattie croniche.

Questi sono strumenti che vanno ad aggiungersi alle attuali opzioni di diagnosi e trattamento, e aiutano il medico a fornire terapie più efficaci. 

L'intervento mirato sullo stile di vita e sulla dieta, al fine di migliorare lo stato metabolico dell'organismo, migliora la salute a livello individuale e sociale e aumenta la resistenza del sistema immunitario alle infezioni.



 
Bibliografia 
  1. Chronic Inflammation in the Context of Everyday Life: Dietary Changes as Mitigating Factors.
    Margină, D.; Ungurianu, A.; Purdel, C.; Tsoukalas, D.;
    Sarandi, E.; Thanasoula, M.; Tekos, F.; Mesnage, R.; Kouretas, D.; Tsatsakis, A.

    Int. J. Environ. Res. Public Health 2020, 17, 4135.

     
  2. Optimal Nutritional Status for a Well-Functioning Immune System Is an Important Factor to Protect against Viral Infections.
    Calder, P.C.; Carr, A.C.; Gombart, A.F.; Eggersdorfer, M.

    Nutrients 2020.


 
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