Ricercatori riescono a ringiovanire cellule invecchiate

Da sempre l’uomo lotta contro il logorio che il passare del tempo produce sull’organismo e che gradualmente conduce all’invecchiamento.

Gli scienziati dell’Istituto di Ricerca Houston Methodist, effettuando studi su cellule di bambini che soffrivano della sindrome dell’invecchiamento precoce Hutchinson-Gilford, sono riusciti a sviluppare una tecnologia che ha la capacità di ravvivare le cellule umane.

La sindrome Hutchinson-Gilford (o senilità precoce, HGPS) è una malattia ereditaria molto rara che attacca pelle, sistema muscolare, vasi sanguigni, e che produce un’invecchiamento prematuro.

Questi ragazzi muoiono per arresto cardiaco o ictus cerebrale entro i 15 anni. Nonostante  siano utili le terapie attualmente utilizzate, l’unica cosa che ottengono è di allungare loro la vita per uno o due anni.

John P. Cooke, capo dell’Istituto di Ricerca Houston Methodist, insieme ai suoi collaboratori, ha cercato di migliorare la funzione cellulare di questi ragazzi, con l’obbiettivo di migliorare la qualità della loro vita e con conseguenti benefici sulla sua lunghezza.

Ha quindi concentrato la sua ricerca sui telomeri.

I telomeri sono le estremità dei bracci dei cromosomi  ed hanno la funzione di proteggere e stabilizzare il DNA, costituendo così, un vero e proprio meccanismo difensivo dell’organismo umano che ne regola l’invecchiamento.

Le cellule umane contengono, in una condizione ottimale e al  momento del concepimento, telomeri con una lunghezza media di 15.000 unità. Alla nascita la lunghezza dei telomeri sarà diminuita a 10.000 unità circa a causa della replicazione cellulare avvenuta nel periodo embrionale. A 20 anni la lunghezza dei telomeri sarà diminuita a 8.000 unità circa. E via dicendo fino a che la cellula perderà la sua capacità di moltiplicarsi e morirà.

Il logorio dei telomeri è un fattore cruciale nell’invecchiamento mentre la velocità di accorciamento dei telomeri determina la possibilità per l’organismo di sviluppare malattie, inclusi i diversi tipi di cancro.

Gli scienziati hanno osservato che i bambini con sindrome di senilità precoce, avevano telomeri di lunghezza inferiore a quella di bambini della stessa età in condizioni ottimali. Hanno pensato allora che se fossero riusciti a ristabilire la lunghezza dei telomeri, avrebbero potuto migliorare la loro funzione cellulare.

Per ottenere questo, hanno attivato la produzione da parte delle cellule di un enzima che si chiama telomerasi il quale ha la capacità di riallungare i telomeri.

Telomerasi l’enzima che allunga i telomeri

In un’indagine realizzata presso l’ Istituto di Cancro Dana-Farber, il gruppo di ricerca capitanata dal professore di genetica di Harvard, Ronald A. DePinho, ha ottenuto un successo importante nella lotta contro l’invecchiamento cellulare: l’attivazione dell’enzima telomerasi su alcuni topi, ha invertito il progresso della senilità precoce.


L’enzima telomerasi ha fatto in modo di preservare  la lunghezza dei telomeri,  permettendo loro di effettuare il loro lavoro di protezione dell’organismo dall’invecchiamento e dal deterioramento.

Per l’indagine sono stati usati topi invecchiati che avevano presentato raggrinzamento del  cervello, sintomi di Alzheimer, atrofia dei testicoli, perdita del pelo, gli stessi sintomi che accompagnano il processo di invecchiamento nell’ organismo umano.

Dopo quattro settimane di trattamento di attivazione dell’enzima  telomerasi, gli scienziati hanno osservato significativi segni di ringiovanimento nei topi che vi erano stati sottoposti: non solo è sparita l’atrofia del cervello, ma si sono ridotti i sintomi dell’Alzheimer, è tornata la fecondità, e’ sparita l’atrofia dei testicoli ed anche il pelo ha ripreso a crescere.

Questa investigazione è di importanza storica perchè ha dimostrato per la prima volta che l’invecchiamento nei mammiferi non è irreversibile.


La Metabolomica nella lotta contra l’invecchiamento

L’applicazione della Medicina Metabolomica nei nostri pazienti ha dimostrato che allunga i telomeri.

In uno studio realizzata presso la nostra clinica, Metabolomic Medicine®, in collaborazione con il Dipartimento di Tossicologia dell’Università di Creta, con capo il professore accademico A. Tassakis,  pubblicato sulla rivista scientifica Toxicology Letters, abbiamo messo in risalto come la somministrazione di integratori all’alimentazione e il seguire una dieta dopo lo svolgimento di analisi metabolomiche, aiutino nella preservazione e nell’aumento della lunghezza dei telomeri.

Nei precedenti due anni con l’obbiettivo di creare una banca dati sulla lunghezza dei telomeri in diverse fascie di eta', abbiamo effettuato misurazioni della lunghezza degli stessi sulla popolazione di individui sani di età  e sesso diversi, sia sotto cura medica con la Medicina Metabolomica che non.

La lunghezza media dei telomeri in pazienti sotto cura con la Medicina Metabolomica è risultata essere superiore del 13% di quella del resto della popolazione generale di età simile.

Si tratta di un successo importante che riflette la diminuzione dell’età biologica ed in accordo con i  nuovi elementi scientifici, la diminuzione del pericolo di manifestazione di malattie croniche che accompagnano l’invecchiamento. Tali malattie sono il cancro, il diabete, le cardiopatie, l’osteoartrite e molte malattie autoimmuni.

La lunghezza dei telomeri costituisce un indice importante dell’età biologica delle persone. Quanto piú è ampia la lunghezza dei telomeri, tanto piú piccola è la nostra età biologica.

La conservazione e l’aumento della lunghezza dei telomeri contribuisce all’evitare malattie che accompagnano l’invecchiamento, a migliorare la salute ed aumentare la longevità.

Alla vostra salute!



Riferimennti bibliografici

Researchers develop technology to make aged cells younger: John P. Cooke, M.D., Ph.D., department chair of cardiovascular sciences at Houston Methodist Research Institute. 

Telomerase reactivation reverses tissue degeneration in aged telomerase deficient mice: Mariela Jaskelioff, Florian L. Muller, Ji-Hye Paik, Emily Thomas, Shan Jiang, Andrew Adams, Ergun Sahin, Maria Kost-Alimova, Alexei Protopopov, Juan Cadiñanos, James W. Horner, Eleftheria Maratos-Flier, and Ronald A. DePinho. Published online 2010 Nov 28. 

The effect of TA-65 on telomerase activation and on apoptosis in human fibroblast cells. Tsoukalas D. Fragkiadaki P. Vlata C. Alegkakis A. Fragkiadoulaki E. Christakis M. Tstatsakis AM. Center of Toxicology Science and Research, University of Crete, Institute of Molecular Biology and Biotechnology, Foundation for Research and Technology.

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