Tiroide, il regolatore del metabolismo




Tiroide, il regolatore del metabolismo


La tiroide è una piccola ghiandola a forma di scudo (dal greco "thireos", scudo stemma) situata alla base del collo, appena sotto il pomo d'Adamo. La sua funzione principale è la regolazione del metabolismo. Accelera o rallenta il metabolismo a seconda delle condizioni (freddo, caldo), dei bisogni (riposo, esercizio) ma anche del nostro stato emotivo (rabbia, paura, gioia)[1][2].

I due principali ormoni (che agiscono sul metabolismo) secreti dalla tiroide[2] sono:
 

  • La T4 (tiroxina)
     
  • La T3 (triiodotironina)
 
I numeri 3 e 4 dopo T, si riferiscono a al numero degli atomi di iodio contenuti in ciascun ormone (vedi Immagini 1 e 2).




Immagine 1: La T3 (triiodotironina) contiene 3 atomi di iodio (I). 


Dei due, T3 è l'ormone attivo e agisce su quasi ogni cellula e processo metabolico del corpo quali:
 

  • Lo sviluppo
  • La temperatura corporea
  • La funzionalità cardiaca
  • Il ciclo mestruale
  • La produzione di sangue (emopoiesi)
  • La crescita dei capelli
  • L'immagazzinamento e la combustione dei grassi
  • La fertilità
  • La motilità intestinale
  • La digestione
  • La funzionalità renale
  • La degradazione e il metabolismo dei carboidrati
  • I livelli di colesterolo nel sangue
  • Il sonno
  • L'umore
  • L'attività sessuale
  • La produzione di energia nei muscoli
 


Immagine 2. La T4 (tiroxina) contiene 4 atomi di iodio (I).


La tiroide secerne principalmente l'ormone inattivo T4 che viene poi convertito in T3 a seconda delle condizioni e delle esigenze delle cellule. La secrezione e l'attivazione degli ormoni tiroidei è un meccanismo di regolazione sensibile e preciso, che consente all'organismo di adattarsi e rispondere immediatamente a eventuali cambiamenti del suo funzionamento.

Quando la ghiandola tiroidea non funziona correttamente, vengono prodotte quantità di ormoni tiroidei maggiori o minori di quelli necessari per il corretto funzionamento dell'organismo.
 
A seconda dello stato funzionale della tiroide (iper- o ipoproduzione ormonale), si possono avvertire sintomi quali iperreattività o affaticamento e diminuzione o aumento del peso corporeo.

Le donne hanno maggiori probabilità degli uomini di sviluppare una malattia della tiroide, specialmente subito dopo la gravidanza e la menopausa.
 

Cervello - Tiroide

Gli stimoli che determinano la quantità di ormoni T3 e T4 che deve secernere la tiroide arrivano dal cervello. L'ormone che regola la secrezione degli ormoni tiroidei è il TSH (Thyroid Stimulating Hormone) ed è secreto da una ghiandola - l'ipofisi - situata alla base del cranio.




Immagine 3. Il cervello, attraverso la secrezione di TSH da parte dell'ipofisi, controlla la funzione tiroidea e il metabolismo. JAMA, modificata.


Quando il corpo ha bisogno di più ormoni tiroidei, il cervello stimola l'ipofisi ad aumentare la secrezione di TSH. Alla riduzione delle quantità di T3 e T4 circolanti nel sangue corrisponde l'aumento dei livelli di TSH che stimolano la secrezione di maggiori quantità di T3 e T4 da parte della tiroide, a seconda delle necessità dell'organismo.

Valori elevati di TSH indicano che la tiroide funziona male e c'è bisogno di quantità maggiori di TSH per far fronte alla situazione - ipotiroidismo. Al contrario, livelli molto bassi di TSH indicano che la ghiandola tiroidea lavora in modo eccessivo - ipertiroidismo.

La comunicazione con il cervello e il sistema endocrino è bidirezionale. La tiroide interagisce, tramite vie nervose e ormonali, con la corteccia cerebrale, mentre esercita e subisce l'influenza degli ormoni dello stress (adrenalina, cortisolo, dopamina).


Tiroide e stress

 Di solito, quando si usa il termine stress, si riferisce allo stress psicogeno. Qualsiasi cambiamento improvviso o condizione intensa che costringe il corpo ad adattarsi viene definito stress.

I cambiamenti di temperatura, le carenze nutritive, l'esposizione a sostanze chimiche tossiche come il fumo e l'alcol, i turbamenti emotivi, l'aumento dell'ossidazione sono alcuni esempi di stress.

La ghiandola tiroidea è vulnerabile allo stress, poiché la sua funzione cambia immediatamente in condizioni stressanti. Anche le variazioni emotive, ormonali e metaboliche causano cambiamenti nella funzione tiroidea. Lo stress emotivo, metabolico o altro di tipo cronico può avere un effetto negativo sulla ghiandola tiroidea.[3][4][5][6][7].


Perché si ammala la tiroide

 La ghiandola tiroidea regola costantemente il metabolismo e soprattutto la velocità con cui avvengono i processi metabolici. È responsabile della regolazione e dell'adattamento del metabolismo a i cambiamenti quotidiani delle condizioni legate, tra l'altro, alla temperatura esterna, al fabbisogno energetico, alla digestione e agli sbalzi d'umore.

Se dobbiamo salire le scale o fare esercizio, la tiroide aumenta il suo funzionamento e accelera il metabolismo. Fa lo stesso quando fa freddo, quando siamo stressati e dobbiamo affrontare alcune difficoltà nella vita, ma anche quando siamo felici o eccitati.

Ma quando ci riposiamo, siamo rilassati, tristi o fa caldo, la tiroide riduce il suo funzionamento e, di conseguenza, il metabolismo.

La diminuzione del funzionamento della tiroide e il rallentamento del metabolismo sono le ragioni per cui l'ipotiroidismo si manifesta, tra l'altro, con affaticamento, intolleranza al freddo, malinconia e aumento di peso.

Al contrario, l'ipertiroidismo si presenta con sintomi quali l'ipertensione, la perdita di peso, la tachicardia, l'intolleranza al calore e sintomi più generici associati a un aumento del metabolismo.

Le deviazioni dallo stile di vita e dalla dieta, per le quali il corpo umano è geneticamente programmato, sono i principali fattori nel verificarsi di malattie della tiroide.

Bassi livelli di vitamina D e selenio, la mancanza di iodio e l'aumento di sostanze chimiche industriali nell'organismo che interrompono il sistema ormonale, così come alcuni farmaci, impediscono il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea.[8][9][10][11].

Sappiamo anche che la sindrome metabolica e la resistenza all'insulina sono direttamente collegate alla disfunzione tiroidea.[12][13]. Le persone con disfunzione tiroidea presentano un aumentato rischio di insulino-resistenza e sindrome metabolica, deterioramento del metabolismo lipidico, aumento di peso e ipertensione, che agendo in combinazione aumentano significativamente il rischio cardiovascolare.[14][15].


Tiroide e stress metabolico

 La tiroide è uno degli organi più sensibili allo stress. Come accennato, ci sono molti fattori che causano stress: metabolici, chimici, psicogeni, ossidativi e altri.

Lo stress metabolico è un fattore importante nello sviluppo di patologie della tiroide. La parola stress in inglese significa "pressare", "spingere qualcosa oltre i suoi limiti". Lo stress metabolico è definito come lo stato in cui il corpo è stressato a causa di disturbi metabolici e mancanza di micronutrienti essenziali. L'efficienza di ogni cellula del corpo, in termini di produzione di energia, diminuisce e in alternativa aumenta la secrezione di ormoni specifici per coprire il deficit energetico. Uno di questi è la T3.

Minore è l'efficienza del metabolismo, maggiore sarà la necessità di intervento da parte della tiroide.

La necessità di intervento e l'iperfunzionamento della ghiandola tiroidea di lunga durata, porta ad alterazioni sia della sua funzione che della sua struttura. Sotto la costante attivazione del TSH, si osserva inizialmente un cambiamento diffuso nella composizione della ghiandola tiroidea (parenchima), che porta gradualmente alla formazione di noduli (piccoli rigonfiamenti). L'alterazione della morfologia delle cellule raggiunge un punto in cui il sistema immunitario non riconosce più queste cellule e produce anticorpi contro di loro.[15][16].

Il danno è quindi causato dall'organismo stesso e porterà gradualmente a disfunzioni ghiandolari ed eventualmente a patologie croniche come la formazione di noduli, l'ipertiroidismo (morbo di Graves), la tiroidite di Hashimoto (Hashimoto), l'ipotiroidismo e la formazione di gozzo (aumento di volume della tiroide), condizioni che necessitano di intervento da parte del medico.


Perché è importante salvare, anche parzialmente, la parte della ghiandola affetta

 La tiroide si esaurisce gradualmente, nel tentativo di attivare un metabolismo che non funziona correttamente. Il problema però non riguarda la tiroide bensì il metabolismo stesso e i fattori che lo regolano.

A questo punto, la somministrazione esogena di ormoni rappresenta uno strumento fondamentale che può migliorare il quadro clinico e la qualità della vita del paziente. Tuttavia, è facile intuire che l'aggiustamento, tramite terapia farmacologica 2-3 volte all'anno, non può sostituire completamente la continua e precisa regolazione che effettua il corpo umano.[17][18].

La nostra esperienza ci ha permesso di constatare che quando la ghiandola tiroidea è ipofunzionante anche fino all'80%, questa carenza può essere bilanciata tramite la somministrazione esogena. Il 20% della funzione rimanente della ghiandola, può coprire una percentuale significativa dei normali adattamenti del metabolismo alle esigenze della vita quotidiana, consentendo un'ottima qualità della vita.

Ecco perché è molto importante fare tutto il possibile per mantenere qualsiasi funzione residua della ghiandola, che consente al corpo di adattarsi metabolicamente a questi cambiamenti.

La soluzione essenziale è il recupero della normale funzionalità dell'organismo e il ripristino dei fattori metabolici che hanno contribuito allo sviluppo della malattia della tiroide.


Come affrontare il problema

 Le azioni da intraprendere, in aggiunta alla terapia farmacologica del caso, per affrontare i problemi metabolici sottostanti della tiroide e per ripristinare la normale funzione dell'organismo sono:
 

  • Mantenere i livelli ideali della vitamina D. La vitamina D, aumenta l'efficienza delle reazioni chimiche in tutte le cellule, migliora l'espressione genica ed è essenziale per la normale funzione tiroidea.[8,9] [15][19].
      
  • Mantenere un peso normale con bassi livelli di insulina. Livelli elevati di insulina destabilizzano l'intero sistema ormonale e impediscono la conversione di T4 in T3 attivo. La risoluzione dell'insulino-resistenza si associa a un miglioramento della funzione tiroidea[12] [13] [15].
     
  • Correggere le carenze di micronutrienti come l'iodio, il selenio, il ferro e il magnesio è fondamentale per una corretta funzionalità tiroidea.[6] [10] [14].
      
  • Rilevare e gestire lo stress metabolico. Le vie metaboliche inattive portano a una ridotta produzione di energia e stress per problemi di natura metabolica. La ghiandola tiroidea è particolarmente sollecitata in tali condizioni ed è quasi impossibile per l'organismo recuperare la sua normale funzionalità se non viene ripristinato l'equilibrio biochimico.[15][20][21].
      
  • L'esercizio abbassa i livelli di adrenalina, abbatte la resistenza all'insulina e aiuta a controllare il peso corporeo.
     
  • Bere acqua in abbondanza. La disidratazione, anche in piccola misura, può ridurre la funzione metabolica del 40%.
     
  • Ridurre lo stress emotivo mantenendo un atteggiamento positivo ed evitare influenze e notizie negative.
     
  • Studiare libri che accrescono la conoscenza e rafforzano le abilità. Viviamo nell'era dell'informazione e possiamo beneficiare di un maggiore accesso a informazioni utili. Ciò che apprendiamo deve renderci più capaci e più utili per noi stessi e per chi ci circonda.

Per il trattamento delle patologie tiroidee, è necessario identificare i disturbi metabolici attraverso la misurazione della concentrazione dimolecole molto piccole che portano ad accurati interventi medici sullo stile di vita e sulla dieta, in modo che l'organismo ripristini il suo normale funzionamento.

L'obiettivo principale del trattamento dovrebbe essere quello di ripristinare il più possibile la normale funzione tiroidea. Abbiamo constatato che nella maggior parte dei casi la correzione delle carenze di vitamine e altri elementi, il ripristino del metabolismo e la regolazione del peso a livelli normali possono cambiare radicalmente il decorso della malattia tiroidea e migliorare la qualità della vita dei pazienti.



 
Bibliografia
[2] Guyton and Hall Textbook of Medical Physiology, 14th Edition Author: John E. Hall, Elsevier 06/2020
[3] Enhanced oxidative stress in Hashimoto's thyroiditis: inter-relationships to biomarkers of thyroid function. Rostami R, Aghasi MR, Mohammadi A, Nourooz-Zadeh J. Clin Biochem. 2013 Mar
[4] Assessment of hair cortisol in euthyroid, hypothyroid, and subclinical hypothyroid subjects Darya Saeed Abdulateef, Taha Othman Mahwi. Endocrine . 2019 Jan.
[5] Hyperthyroidism Simone De Leo, MD Sun Y Lee, MD Prof Lewis E Braverman, MD. The Lancet March 30, 2016.
[6] Multiple Nutritional Factors and the Risk of Hashimoto's Thyroiditis Shiqian Hu, Margaret P Rayman. Thyroid . 2017 May.
[7] Mechanisms in endocrinology. Role of emotional stress in the pathophysiology of Graves' disease Géraldine Falgarone et. al. Eur J Endocrinol. Jan 2013https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23027804/.
[8] The Role of Vitamin D in Thyroid Diseases Dohee Kim. Int J Mol Sci . 2017 Sep.
[9] Immunomodulatory Effects of Vitamin D in Thyroid Diseases Chiara Mele et. al. Nutrients . 2020 May.
[10] Selenium in thyroid disorders — essential knowledge for clinicians. Kristian Hillert Winther et. al. Nature Reviews Endocrinology (2020).
[11] Thyroid Function Disruptors: from nature to chemicals Karen J Oliveira et. al. J Mol Endocrinol . 2018 Jul.
[12] Thyroid dysfunction in metabolic syndrome patients and its relationship with components of metabolic syndrome. Saroj Khatiwada. Clin Diabetes Endocrinol. 2016. Springer Nature.
[13] Metabolic syndrome is associated with an increased incidence of subclinical hypothyroidism – A Cohort Study Chia-Hsuin Chang et. al. Nature Scientific Reports 2017 July.
[14] Subclinical thyroid disease. Prof David S Cooper, MD Prof Bernadette Biondi, MD. The Lancet January 23, 2012.
[15] Metabolic profiling of organic and fatty acids in chronic and autoimmune diseases. Evangelia Sarandi, Maria Thanasoula, Chrisanthi Anamaterou, Evangelos Papakonstantinou, Franco Geraci, Maria Michelle Papamichael, Catherine Itsiopoulos, Dimitris Tsoukalas. Advances in clinical chemistry (Elsevier) 2020, in print.
[16] Thyroid nodules. Geanina Popoveniuc, Jacqueline Jonklaas. Med Clin North Am . 2012.
[17] Thyroid Hormone Regulation of Metabolism Rashmi Mullur, Yan-Yun Liu, and Gregory A. Brent. Physiol Rev. 2014 Apr.
[18] Impact of stress on metabolism and energy balance. Cristina Rabasa, Suzanne L Dickson. Current Opinion in Behavioral Sciences. 2016.
[19] The vitamin D receptor: new paradigms for the regulation of gene expression by 1,25-dihydroxyvitamin D(3) J Wesley Pike 1, Mark B Meyer. Endocrinol Metab Clin North Am . 2010.
[20] Application of Metabolomics: Focus on the Quantification of Organic Acids in Healthy Adults Dimitris Tsoukalas. Int J Mol Med . 2017.
[21] Targeted Metabolomic Analysis of Serum Fatty Acids for the Prediction of Autoimmune Diseases Dimitris Tsoukalas, Vassileios Fragoulakis, Evangelia Sarandi et. al. Frontiers in Molecular Biosciences, Metabolomics (6), November 2019.
 


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